Un gioiello nel cuore di Clusone: l’evento FAI che apre Palazzo Fogaccia al pubblico: il 18/07/2026

in , , ,

Palazzo Fogaccia, dimora barocca costruita tra il 1693 e il 1709 per volere del conte Vittorio Maria Fogaccia, diventa protagonista di una giornata speciale dedicata alla cultura e alla storia dell’alta Val Seriana. L’evento organizzato dal Fondo Ambiente Italia, annunciato dal titolo “Palazzo Fogaccia: un gioiello nel cuore di Clusone”, rientra nelle giornate dei “Beni FAI”, in cui residenze storiche altrimenti private o raramente accessibili vengono aperte al pubblico con visite guidate e attività culturali.

Nel corso della manifestazione i visitatori potranno esplorare ambienti nobiliari della dimora, come il salone principale con l’opera di Francesco Paglia e la camera detta “del cardinale”, e scoprire la vita di una delle famiglie più importanti della valle, i Fogaccia, poi legati ai Giovanelli di Gandino. L’iniziativa offre così a cittadini di Bergamo, Clusone e tutta la provincia l’opportunità di conoscere un patrimonio architettonico e storico tutelato dalle Belle Arti, immerso in un ampio parco storico di grande valore.

Storia e architettura del palazzo

La dimora fu disegnata nel 1692 dall’architetto Giovanni Battista Quadrio di Milano, architetto della Fabbrica del Duomo, e realizzata dall’impresa dei capomastri Trizzini di Lugano sotto la direzione tecnica di Lorenzo Bettera di Bergamo. La costruzione, imponente e sobria, espressiva della volontà di preminenza sociale della famiglia Fogaccia, si afferma nel paesaggio urbano di Clusone come vero simbolo del potere locale, con il motto NI MATARME NI SPANTARME (“né mi ammazzi, né mi spaventi”).

Architetticamente, Palazzo Fogaccia non è un castello ma un palazzo fortificato: le garitte laterali testimoniano un originario sistema difensivo, oggi integrato in un grande parco che lo circonda a est. Il palazzo è tutelato dai Beni Culturali e, già dopo la proclamazione del Regno d’Italia, fu inserito tra i primi edifici protetti dalle Belle Arti.

La famiglia Fogaccia e il passaggio ai Giovanelli

La dimora nacque per volontà del conte Vittorio Maria Fogaccia, espressione di una delle famiglie più importanti dell’alta valle seriana. Nel 1939, con il matrimonio tra la contessa Giulia Fogaccia Zammitti (nipote ed erede del conte Piero Fogaccia) e il principe Giuseppe Giovanelli, il palazzo divenne “Fogaccia Giovanelli”. La famiglia Giovanelli, originaria di Gandino, era una celebre casata di mercanti lanieri che, già dal XVI secolo, aveva ottenuto nobiltà imperiale per servizi militari all’imperatore.

Oggi Palazzo Fogaccia è proprietà del principe Alberto Giovanelli, 85 anni, che vive ancora nella residenza e la richiede come simbolo del legame millenario della famiglia con la Bergamasca. Il salone principale ospita un’opera di Francesco Paglia, allievo del Guercino, che raffigura una festa nel parco con il conte Fogaccia e la sua famiglia: un quadro unico nel Nord Italia, di dimensioni excepzionali e mai danneggiato.

L’evento FAI: visite, incontri e apertura degli ambienti

L’evento proposto sul sito FAI Prenotazioni (“Palazzo Fogaccia: un gioiello nel cuore di Clusone”) rientra nella tradizione delle giornate dei “Beni FAI”, in cui il Fondo Ambiente Italia apre al pubblico dimore, chiese e parchi normalmente non accessibili o riservati. In queste occasioni, il palazzo viene solitamente visitato con visite guidate da esperti del territorio o da guide locali, come Laura Benzoni, che da anni propone un calendario di visite a Palazzo Fogaccia.

In passato, in occasione di eventi speciali, è stata aperta al pubblico la camera detta “del cardinale”, con un raffinato letto a baldacchino, e sono stati organizzati incontri culturali o musicali, simili a altre iniziative FAI in palazzi storici (ad esempio concerti di musica classica in sale nobili). L’evento è tipicamente a contributo libero o con ticket dedicato, con prenotazione obbligatoria sul portale FAI Prenotazioni.

Perché Palazzo Fogaccia è un punto di riferimento per Clusone e la Bergamasca

Per i bergamaschi e per tutti i visitatori della Val Seriana, Palazzo Fogaccia offre un’opportunità rara di entrare in una dimora barocca privata, abitata da generazioni, con un archivio storico di 504 faldoni e registri che documenta la storia della famiglia dal XII al XX secolo. Il palazzo ha ospitato anche figure di rilievo nazionale: nel grande salone, molti anni fa, fu ricevuto Papa Giovanni XXIII.

L’evento FAI permette di conoscere la storia di Clusone, del suo potere locale e della sua nobiltà, in un contesto architettonico e paesaggistico di grande valore, all’interno di un parco storico che ne completa l’immagine.

Come partecipare all’evento

Per partecipare all’evento “Palazzo Fogaccia: un gioiello nel cuore di Clusone”, è necessario effettuare la prenotazione obbligatoria sul sito indicato, selezionando la data e il numero di partecipanti. È consigliabile verificare sul sito FAI o sui canali del Gruppo FAI di Bergamo/Val Seriana eventuali orari, costo del biglietto e indicazioni di ritrovo, poiché in eventi simili il punto di partenza è spesso in Piazza Orologio a Clusone, non direttamente davanti al palazzo.

Per informazioni specifiche trovate il tutto nella pagina dedicata del sito FAI

Informazioni pratiche e contatti

Chi desidera partecipare può consultere direttamente la pagina dell’evento sul portale FAI Prenotazioni, seguendo il link segnalato nella richiesta. L’occasione è particolarmente adatta a scuole, gruppi culturali, appassionati di storia e architettura, e a tutti coloro che vogliono vivere la Valle Seriana in modo più profondo, tra arte, memoria e paesaggio.

Maggiori informazioni a questo indirizzo: puoi consultare direttamente la pagina dell’evento sul portale FAI Prenotazioni, seguendo il link segnalato nella tua richiesta.

L’evento “Palazzo Fogaccia: un gioiello nel cuore di Clusone” rappresenta un’opportunità unica per chiunque voglia entrare in una dimora storica vivente, dove la cultura, l’architettura e la memoria familiare si intrecciano in un racconto che racconta non solo la storia di una famiglia, ma anche quella di tutta Clusone e dell’alta Val Seriana.

Fonti


Commenti

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *