Una Domenica d’Arte nella Val di Scalve: il FAI e i Capolavori di Giovanni Giuseppe Piccini

Il prossimo 14 giugno 2026, il FAI – Fondo per l’Ambiente Italiano – invita i propri iscritti e i loro accompagnatori a scoprire la Val di Scalve attraverso un itinerario inedito in navetta, alla scoperta delle opere dello straordinario scultore seicentesco Giovanni Giuseppe Piccini. L’appuntamento è organizzato dalla Delegazione di Bergamo del FAI e si articola in due turni, mattino e pomeriggio, con partenza dal municipio di Vilminore di Scalve.

Chi era Giovanni Giuseppe Piccini, l’Intagliatore di Scalve

Giovanni Giuseppe Piccini nacque il 12 novembre 1661 nella frazione di Nona, oggi parte del Comune di Vilminore di Scalve, e morì nella stessa valle nel 1725. Fu un intagliatore e scultore ligneo di straordinaria sensibilità, contemporaneo del più celebre Andrea Fantoni, con il quale condivise gli anni di formazione alla bottega di Carlo Ramus.

A differenza dei grandi laboratori dell’epoca, Piccini lavorava con uno o due soli aiutanti, privilegiando la qualità assoluta sulla quantità: è soprattutto nelle opere di piccole dimensioni, medaglie, quadretti in bosso, paliotti, che il suo tocco delicatissimo emerge con forza straordinaria. Amava inserire nelle composizioni sacre citazioni di vita quotidiana, rendendo il divino familiare e profondamente umano, come nel San Rocco di Pezzolo, dove un cagnolino gioca col bastone del santo.

Un Artista tra Corti e Valli

Nonostante il riconoscimento internazionale, Piccini non cedette mai alla tentazione del prestigio cittadino: il Conte Borromeo gli offrì di stabilirsi presso di lui, ma lo scultore preferì restare radicato nella sua terra d’origine. Le sue opere si trovano nelle chiese della Val di Scalve, della Valle Camonica, della Valseriana, ma anche a Bergamo, Brescia, Milano, al Castello Sforzesco e persino all’Isola Bella sul Lago Maggiore.

Tra i capolavori conservati in valle spiccano gli altari delle chiese di Nona, Lizzola, Azzone, Dezzo, Pezzolo, Schilpario e Vilminore, oltre a opere private oggi in importanti musei come il Poldi Pezzoli di Milano. Il 2025 ha segnato il trecentesimo anniversario della sua morte, con un ciclo di eventi che ha riportato l’attenzione su questo grande maestro dimenticato.

La Giornata in Navetta: Come Partecipare

L’evento del 14 giugno si svolge in due turni distinti, pensati per permettere a tutti gli iscritti di partecipare comodamente:

  • Turno mattutino: ritrovo alle 08.15 davanti al Municipio di Vilminore di Scalve (Piazza Giovanni XXIII, 1), visita dalle 08.30 alle 12.30
  • Turno pomeridiano: ritrovo alle 14.15 nello stesso luogo, visita dalle 14.30 alle 18.30
  • Durata: 4 ore per ciascun turno, a bordo di navetta che attraversa le frazioni della valle
  • Prenotazione obbligatoria entro il 13 giugno 2026 alle ore 20.00

L’accesso è riservato esclusivamente agli iscritti FAI e a un accompagnatore per ciascun iscritto. La prenotazione è necessaria e va effettuata tramite il portale ufficiale FAI.

Un Territorio da Riscoprire Oltre la Diga del Gleno

La Val di Scalve non è solo la celebre Diga del Gleno o i percorsi sciistici di Colere e Schilpario. Le Giornate FAI d’Autunno 2025 a Schilpario avevano già dimostrato come questa valle custodisca oltre duemila anni di storia stratificata, dai minerali alle architetture sacre, dal Museo Etnografico alle opere d’arte nelle piccole chiese di montagna.

La navetta del FAI permette di toccare luoghi normalmente difficili da raggiungere, unendo alla bellezza del paesaggio alpino la scoperta di un patrimonio artistico raro e poco conosciuto, quello che Piccini ha lasciato nelle pievi e nelle chiese sparse tra le frazioni più alte della valle.

Come Prenotare il Tuo Posto

La prenotazione è obbligatoria e deve essere completata entro le ore 20.00 di sabato 13 giugno 2026.

Maggiori informazioni a questo indirizzo.

Non perdere l’occasione di scoprire la Val di Scalve con gli occhi di chi, trecento anni fa, l’ha resa immortale nel legno scolpito: Giovanni Giuseppe Piccini, l’intagliatore che scelse la sua montagna più di ogni corte o città del mondo.


Commenti

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *