La notte dei Tarocchi: Marianne Costa e il racconto dei simboli Sabato 9 maggio, ore 21.00

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foto by Accademia Carrara

All’Accademia Carrara si prepara una serata capace di unire arte, immaginazione e introspezione. Sabato 9 maggio alle ore 21.00, in occasione della mostra “Tarocchi. Le origini, le carte, la fortuna”, il museo accoglie Marianne Costa per un appuntamento speciale che trasforma la visita in un’esperienza narrativa e simbolica. L’iniziativa si inserisce nel percorso espositivo in corso fino al 2 giugno e propone al pubblico un modo nuovo di avvicinarsi agli Arcani, non solo come immagini da osservare, ma come strumenti di racconto e riflessione personale.

Marianne Costa alla Carrara

La presenza di Marianne Costa conferisce all’evento un profilo culturale di grande rilievo. Ricercatrice, artista e autrice nota anche per il lavoro condiviso con Alejandro Jodorowsky ne “La Via dei Tarocchi”, Costa porta con sé una visione dei Tarocchi come linguaggio simbolico vivo, aperto all’interpretazione e alla scoperta interiore. La sua partecipazione rende la serata particolarmente significativa per chi desidera approfondire il valore narrativo e archetipico delle carte.

Visita notturna tra gli Arcani

La serata si apre con una visita alla mostra in un’atmosfera serale che promette di amplificare il fascino delle opere esposte. Le sale del museo, immerse nella dimensione notturna, diventano il contesto ideale per ripercorrere la storia dei Tarocchi e coglierne il dialogo con l’arte, la cultura visiva e l’immaginario collettivo. In questo passaggio iniziale, il percorso espositivo non viene vissuto soltanto come una sequenza di opere, ma come un viaggio dentro simboli che continuano a parlare al presente.

Lettura collettiva nei Giardini

Dopo la visita, l’esperienza prosegue nei Giardini PwC, dove prende forma il momento più partecipativo dell’incontro. Insieme a Giacomo Isidori, allievo di Costa ed esperto nell’interpretazione degli Arcani, Marianne Costa guiderà una lettura di gruppo pensata per coinvolgere direttamente il pubblico in una narrazione condivisa. Il passaggio dal museo allo spazio aperto accentua il carattere quasi rituale della serata e trasforma l’appuntamento in un incontro corale tra immagini, parole e sensibilità individuali.

Quattordici carte per raccontarsi

Ai partecipanti verrà chiesto di estrarre una carta da un mazzo composto da 14 figure, selezionate tra alcune delle opere più significative presenti in mostra. Ogni immagine fungerà da innesco narrativo e simbolico, offrendo a ciascuno la possibilità di riconoscere un significato personale all’interno di una costruzione collettiva del racconto. Il gesto dell’estrazione non sarà quindi un semplice gioco, ma un modo per entrare in relazione con i simboli e lasciarsi guidare dalla loro forza evocativa.

Tra Surrealismo e Calvino

Uno degli aspetti più interessanti dell’iniziativa risiede nel dialogo con due grandi filoni culturali del Novecento. Da una parte emerge il Surrealismo, con la sua fiducia nel caso, nell’inconscio e nella libera associazione delle immagini; dall’altra si riconosce la lezione di Italo Calvino, che ne “Il Castello dei destini incrociati” trasforma i Tarocchi in un sistema capace di generare storie coerenti e sorprendenti. La serata costruisce così un ponte tra arte, letteratura e immaginazione, mostrando come gli Arcani possano ancora oggi attivare pensiero e racconto.

Un’esperienza oltre la mostra

L’appuntamento del 9 maggio si presenta come molto più di un evento collaterale alla mostra. L’Accademia Carrara offre al pubblico un’occasione per vivere i Tarocchi come esperienza culturale, emotiva e personale, in cui l’osservazione delle opere si intreccia con l’ascolto di sé e con la dimensione condivisa del racconto. In questa notte dedicata ai simboli, il museo diventa uno spazio in cui le carte non predicono il futuro, ma aiutano a leggere con maggiore profondità il presente interiore.

Per tutte le informazioni qui


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