Il Museo “Bergamo 900” compie 5 anni: nuovi pezzi esposti

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Un bronzo di Manzù, un bozzetto di Angelini, una pinza freno Brembo e uno scooter Rumi, insieme a un diario e a testimonianze della prigionia nelle due guerre mondiali arricchiranno la sezione “Le voci”.

Una scultura, un bozzetto teatrale, una componente meccanica, uno scooter, un diario di prigionia della Prima guerra mondiale e piccoli manufatti delle detenute italiane durante la Seconda: testimonianze diverse che raccontano come la storia del territorio si intrecci con le trasformazioni del Novecento. Il Museo delle storie di Bergamo presenta al pubblico i nuovi pezzi esposti al Museo Bergamo 900 in occasione del quinto anniversario dalla sua apertura. Inaugurato il 6 novembre 2021 al Convento di San Francesco, Bergamo 900 esplora il Ventesimo secolo a partire dal territorio, mettendo in relazione vicende locali e grandi avvenimenti. 

Il percorso si sviluppa in quattro sezioni – “I fatti”, “I luoghi”, “La vita”, “Le voci” – e intreccia fonti audiovisive, fotografiche, documentarie, orali e materiali. Sarà proprio la sezione “Le voci” ad accogliere i nuovi pezzi: qui 23 box con documenti iconici e altrettante testimonianze orali evocano le storie della vita di Bergamo, rimandando a personalità, aziende e istituzioni rappresentative del territorio bergamasco che spesso hanno conquistato importanza nazionale e internazionale.

Le nuove voci di Bergamo

Dopo aver creduto nel progetto e sostenuto la nascita del Museo, Fondazione Banca Popolare di Bergamo Ente Filantropico torna a offrire un contributo di grande valore per la narrazione della storia del Novecento mettendo a disposizione del pubblico la scultura in bronzo Busto di giapponese di Giacomo Manzù, realizzata nel 1980 e proveniente dalle sue collezioni. Un segno tangibile che conferma l’impegno della Fondazione nella valorizzazione e nella condivisione del patrimonio con la comunità e le giovani generazioni.

“La collaborazione con il Museo delle Storie di Bergamo – dichiara Armando Santus, Presidente di Fondazione Banca Popolare di Bergamo – nasce quando Bergamo 900 era ancora un progetto sulla carta. Abbiamo creduto fin dall’inizio nel suo valore e siamo felici di continuare oggi ad accompagnarne la crescita. Con il comodato del Busto di giapponese, straordinaria opera di Giacomo Manzù donata alla nostra Fondazione dagli eredi dell’artista, rinnoviamo questo legame e il nostro impegno a rendere il patrimonio artistico accessibile a tutti. Ci sta particolarmente a cuore che siano soprattutto le nuove generazioni a poterne godere: perché incontrare da vicino la bellezza e conoscere la storia del proprio territorio significa anche imparare a sentirlo parte di sé, a riconoscerne il valore e a prendersene cura nel futuro”.

Rinnovato anche il box dedicato a Gianandrea Gavazzeni nel 30° anniversario dalla scomparsa del Maestro, e al Teatro delle Novità. Grazie a Fondazione Teatro Donizetti il pubblico potrà godere di uno dei bozzetti scenici realizzati nel 1940 da Sandro Angelini per Il furioso all’Isola di Santo Domingo, balletto con musiche di Gianandrea Gavazzeni ispirate all’opera di Donizetti. 

Dalle testimonianze artistiche frutto della creatività, trovano spazio anche prodotti industriali che hanno segnato le innovazioni del territorio nella seconda metà del secolo: la pinza freno fissa per auto del 1986 di Brembo N.V e una Rumi Formichino III serie del 1956,proveniente dalla Collezione Bruno Finardi.

“A cinque anni dalla sua apertura al pubblico, Bergamo 900 si arricchisce con dieci nuove testimonianze e conferma così la propria natura di “cantiere di storie”, spazio dinamico, dispositivo aperto a nuove possibilità narrative”, spiega Roberta Frigeni, Direttore scientifico del Museo delle storie di Bergamo. “I nuovi pezzi raccontano il XX secolo a partire dal territorio e sono espressione della capacità di relazione del Museo con la comunità: dono di privati cittadini, frutto di collaborazioni con istituzioni culturali o di importanti depositi, come quello della scultura in bronzo di Giacomo Manzù con cui Fondazione Banca Popolare di Bergamo rinnova la propria fiducia nel percorso espositivo sostenuto nel 2021. Con Bergamo 900, il Museo delle storie amplifica l’accessibilità al patrimonio, dà voce alle proprie collezioni e conferma il ruolo civico di collettore di memorie e di laboratorio per la divulgazione della storia.”

Grande attenzione è dedicata alla Grande Storia e ai due conflitti mondiali con testimonianze provenienti dalle collezioni del Museo delle storie di Bergamo. Novità nell’allestimento sono alcune pagine superstiti del diario del fante Pasquale Mastrogiacomo, che danno voce alla fame, ai maltrattamenti e alle durissime condizioni di lavoro dei prigionieri italiani durante la Prima guerra mondiale. Accanto alle sue parole saranno esposti una gavetta, un gavettino e un cucchiaio appartenuti a un soldato bergamasco rimasto anonimo.

Nel box dedicato alla Seconda Guerra mondiale verranno esposti carte da gioco e piccoli oggetti in lana legati alla vita delle detenute italiane nel carcere di Aichach, in Baviera, luogo di detenzione di Elisabetta “Betty” Ambiveri, figura celebrata quest’anno, in occasione degli ottant’anni della Repubblica, come donna eletta nel primo Consiglio Comunale di Bergamo del 3 aprile 1946.


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