Un’apertura straordinaria del Seminario Vescovile Giovanni XXIII di Bergamo per le Giornate FAI d’Autunno

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Per la prima volta il Seminario Vescovile Giovanni XXIII di Bergamo apre le sue porte al grande pubblico in occasione delle Giornate FAI d’Autunno, sabato 10 e domenica 11 ottobre 2026. Un’occasione unica per scoprire un complesso architettonico poco conosciuto, che racconta la storia della formazione dei sacerdoti bergamaschi e al tempo stesso custodisce un linguaggio architettonico moderno e originale.

Storia e ruolo del seminario nella diocesi di Bergamo

Il Seminario di Bergamo nasce nel 1567, pochi anni dopo il Concilio di Trento, che rese obbligatorio per ogni diocesi istituire un luogo dedicato alla formazione dei futuri sacerdoti. Quello bergamasco fu il settimo seminario fondato al mondo, segnando un passo importante nella storia della Chiesa locale.

Nel corso dei secoli la sede cambiò più volte, fino al trasferimento definitivo sul Colle di San Giovanni nel 1821, dove il complesso crebbe per rispondere all’aumento delle vocazioni. Negli anni Cinquanta e Sessanta del Novecento, l’edificio originario era ormai fatiscente: fu così decisa una radicale ricostruzione, completata nel 1966, che ha dato vita all’attuale struttura.

Un’architettura moderna che dialoga con la storia

Il progetto di ristrutturazione, firmato dagli architetti Giuseppe Pizzigoni e Vito Sonzogni, ha trasformato il seminario in una vera e propria “cittadella” autonoma. Il complesso ospita una chiesa, un teatro, una palestra, cucine e refettori ipogei, aule, biblioteca e spazi per il tempo libero, organizzati attorno a cortili e giardini.

Ogni edificio adotta un linguaggio architettonico diverso: sui fronti rivolti verso la città si ritrovano i ritmi dell’architettura medievale, mentre verso i cortili interni prevale una spiccata modernità, con ampie vetrate a tutta altezza dal sapore quasi industriale. La facciata è rivestita in lastre di pietra, intonaci in varie tonalità e trachite grigia per le cornici delle finestre.

Il legame con Papa Giovanni XXIII

Il seminario è intitolato ad Angelo Roncalli, il bergamasco divenuto Papa Giovanni XXIII, che qui studiò e insegnò prima di essere chiamato a Roma. La dedica non è solo simbolica: il complesso è stato pensato anche per onorare la figura del pontefice, sostituendo l’antico seminario e conservando alcune preesistenze storiche, come la chiesa di San Giovanni sul Colle e alcuni palazzi nobiliari.

Orari, accesso e modalità di visita per l’apertura FAI

Per l’apertura straordinaria del Seminario Vescovile Giovanni XXIII nelle Giornate FAI d’Autunno 2026, l’accesso è previsto sabato 10 e domenica 11 ottobre, nell’ambito di un evento nazionale che coinvolge oltre 700 luoghi in 350 città italiane.

Il seminario bergamasco si inserisce tra le “novità assolute” del programma locale, insieme ad altre aperture inedite come Le Corti vive, l’azienda DeArt e il Bosco Vivo a Calvenzano. Per tutti i dettagli su orari specifici, regole di comportamento e modalità di accesso è necessario consultare il sito ufficiale www.giornatefai.it, dove vengono pubblicati gli aggiornamenti in tempo reale per ogni sede.

Contributo libero e priorità per gli iscritti FAI

Come per tutte le aperture delle Giornate FAI d’Autunno, la visita al Seminario Vescovile avviene a contributo libero, senza biglietto d’ingresso fisso ma con la possibilità di lasciare un’offerta per sostenere le attività del FAI.

Gli iscritti al FAI godono di alcune agevolazioni: chi è già iscritto o si iscrive preventivamente sul sito www.iscrivitialfai.it ha accesso prioritario, potendo saltare eventuali code e garantendosi l’entrata anche in caso di affluenza elevata. In alcune sedi, inoltre, sono previsti ingressi riservati esclusivamente agli iscritti, anche se per il Seminario di Bergamo non è stata indicata una limitazione di questo tipo.

Cosa si può vedere durante la visita

Durante le due giornate i visitatori potranno accedere agli spazi normalmente riservati all’educazione e alla formazione dei sacerdoti, scoprendo ambienti che non sono aperti al pubblico nel corso dell’anno.

Il percorso permette di apprezzare non solo la funzione religiosa e formativa del complesso, ma anche il suo valore architettonico: si potranno osservare da vicino le aule, i cortili, la chiesa, il teatro, la palestra e gli spazi ipogei, tutti organizzati secondo un progetto che unisce tradizione e linguaggio moderno.

Un’edizione dedicata al Made in Italy e all’artigianato

Le Giornate FAI d’Autunno 2026 pongono particolare attenzione al Made in Italy e all’artigianato di eccellenza, con oltre 75 aperture speciali dedicate alle botteghe e alle tradizioni produttive locali.

Il Seminario Vescovile di Bergamo, pur non essendo un luogo produttivo, si inserisce in questo contesto come esempio di artigianato architettonico e di sapienza costruttiva, con materiali come la pietra, la trachite e le ampie vetrate che raccontano un’epoca di rinnovamento della Chiesa bergamasca.

Come raggiungere il Seminario e consigli per la visita

Il complesso si trova in via Arena 11, sul Colle di San Giovanni a Bergamo Alta, facilmente raggiungibile a piedi dalla Città Alta o con i mezzi pubblici.

Considerata la natura dell’evento e l’affluenza prevista, si consiglia di arrivare con un certo anticipo, soprattutto nelle ore centrali della giornata, e di verificare sul sito FAI eventuali indicazioni su percorsi di accesso e aree di attesa.

Perché vale la pena visitare il seminario

Questa apertura offre un’opportunità rara per comprendere non solo la storia religiosa di Bergamo, ma anche un esempio significativo di architettura sacra contemporanea. Il seminario racconta la trasformazione di un’istituzione secolare attraverso un linguaggio architettonico che unisce tradizione e modernità, rendendolo un tassello importante del patrimonio culturale bergamasco.

Locandina e Maggiori informazioni

Per pianificare la visita, conoscere orari precisi e verificare eventuali variazioni dell’ultimo minuto, tutte le informazioni sono disponibili a questo indirizzo e sul portale dedicato www.giornatefai.it. Un’occasione da non perdere per scoprire un luogo inedito di Bergamo, tra storia, formazione e architettura contemporanea, reso accessibile per due giorni soltanto.


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